Certificati bianchi, il nuovo decreto 2021

I Certificati Bianchi, con il nuovo decreto 2021, si preparano a conseguire nuovi importanti obiettivi per il 2024. Mauro Mallone, dirigente del Ministero della Transizione ecologica, presentando il piano d’azione, ha illustrato una serie di importanti misure innovative per incrementare l’offerta dei certificati e migliorare così il funzionamento del mercato. 

 

Certificati Bianchi cosa sono?

I certificati bianchi sono considerati ancora un valido strumento per fare efficienza energetica. La novità sta nel rilanciare questo strumento, che in passato ha assicurato risparmi energetici in un valore cospicuo e altrettanti benefici ambientali, rendendolo ancora più funzionale e snello. 

Dario di Santo, direttore di Fire, in occasione della conferenza del 15 giugno scorso organizzata dalla Federazione dedicata proprio ai Certificati Bianchi, ha illustrato i risultati ottenuti finora. 

Considerato che un certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio, tra gennaio e maggio 2021 sono stati riconosciuti 462.129 TEE. E stiamo parlando di un meccanismo che ha subito un decremento sensibile negli ultimi anni, ma che è essenziale nel percorso che ci dovrà portare alla carbon neutrality del 2050.

Il percorso per arrivare alla fase NET ZERO è ancora lungo, ma grazie a una pianificazione che combina efficienza energetica all’uso di energie rinnovabili, si potrà arrivare alla svolta definitiva. 

 

Certificati bianchi, cosa prevede il nuovo decreto?

La novità principale è la riduzione degli obblighi per il 2020: il testo fissa un valore di 1,27 milioni di Tee per l’elettrico e 1,57 milioni per il gas, rispetto ai 3,17 milioni e i 3,92 milioni previsti dal decreto del 2017, e abbassa ancora gli obiettivi nel 2021 a 0,45 milioni per l’elettrico e 0,55 milioni per il gas, per poi aumentarli progressivamente negli anni successivi.

 

Cosa comporta? 

Una riduzione nei quattro anni che vanno dal 2017 al 2020 è del 74% tenendo conto dell’obiettivo cumulato di efficienza da centrare con i Certificati bianchi rispetto a quello fissato all’inizio.

In particolare le misure e gli interventi che consentono ai soggetti di adempiere agli obblighi quantitativi nazionali annui di incremento dell’efficienza energetica degli usi finali di energia elettrica nel periodo 2021-2024, devono realizzare una riduzione dei consumi di energia primaria pari a:

  • a) 0,45 milioni di certificati bianchi, da conseguire nell’anno 2021;
  • b) 0,75 milioni di certificati bianchi, da conseguire nell’anno 2022;
  • c) 1,05 milioni di certificati bianchi, da conseguire nell’anno 2023;
  • d) 1,08 milioni di certificati bianchi, da conseguire nell’anno 2024

 

Le misure e gli interventi che consentono ai soggetti di adempiere agli obblighi quantitativi nazionali annui di incremento dell’efficienza energetica degli usi finali di gas naturale nel periodo 2021-2024, devono realizzare una riduzione dei consumi di energia primaria pari a:

  • a) 0,55 milioni di certificati bianchi, da conseguire nell’anno 2021;
  • b) 0,93 milioni di certificati bianchi, da conseguire nell’anno 2022;
  • c) 1,30 milioni di certificati bianchi, da conseguire nell’anno 2023;
  • d) 1,34 milioni di certificati bianchi, da conseguire nell’anno 2024.

 

Alcune considerazioni

Una prima importante novità riguarda la modifica degli obiettivi in corso d’opera. In passato era previsto che quadriennio per quadriennio venivano rivisti gli obiettivi di efficienza energetica. Ma è fondamentale un rilancio del meccanismo, e se ci sarà un incremento di richiesta a seguito di una maggiore liquidità, si provvederà immediatamente a rivedere al rialzo gli obiettivi. Questa la rassicurazione del dirigente di MiTE. Si tratta di una delle novità più importanti perché mira a evitare che il prezzo dei TEE precipiti.

 

Lo schema di decreto ammorbidisce inoltre i requisiti di accesso ai titoli virtuali introdotti nel 2018 come misura d’emergenza per fronteggiare le tensioni nel mercato e introduce il sistema di aste al ribasso per il rilascio di titoli a valore costante per tutto il periodo di incentivazione che servirà a raggiungere i target al 2024; poi sarà cura del ministero della Transizione ecologica definire il meccanismo con decreto entro fine anno.

 

Infine il provvedimento rivede il contributo tariffario da versare ai soggetti obbligati con la previsione non solo di un livello massimo (255 euro a Tee) ma anche di un valore minimo; questo per favorire il finanziamento di nuovi progetti e mantenere il rispetto di criteri di efficienza nella definizione degli oneri e dei costi del sistema.

 

I miglioramenti attuabili

Secondo le associazioni però il decreto non tiene in considerazione i nuovi obiettivi del Green deal, rimane invece agganciato al Piano nazionale integrato energia e clima (ormai superato) che fissa un target di riduzione delle emissioni al 40%, di un 15% al di sotto della nuova soglia del 55% fissata dall’Europa. E ancora, l’ammorbidimento di alcuni obblighi non è accompagnato da soluzioni per rilanciare l’efficienza energetica.

 

Per quanto riguarda i temi della semplificazione, assistenza e standardizzazione, sono state previste:

  • l’attivazione di strumenti di simulazione preventiva dei progetti;
  • la pubblicazione della banca dati di progetti approvati;
  • l’aggiornamento della guida operativa.

 

Il decreto contempla anche una maggiore flessibilità nella presentazione dei progetti, un ridotto impiego di monitoraggio delle rendicontazioni da 12 a 6 mesi per progetti da 500 TEP/anno e a tre mesi per progetti da 1000 TEP/anno.

 


Per approfondire l’argomento ti consigliamo le seguenti letture: 

Legge defibrillatori: al via la diffusione

Renovation Wave: cos’è e che obiettivi ha

Ecomondo 2021: il futuro dell’economia circolare

Comments are closed.