Torino città ospite per i test con i droni-taxi

Entro il 2021, a Torino, ci sarà un nuovo curioso motivo per alzare gli occhi al cielo: la possibilità di ammirare i droni-taxi.

Proprio così, la città piemontese è stata selezionata per la sperimentazione sulla mobilità aerea del progetto europeo “Urban Air Mobility”. L’assegnazione è avvenuta nell’ottobre 2020, annunciata dall’assessora all’innovazione Paola Pisano, esponente della giunta Appendino: “Il primo obiettivo riguarda la creazione di regole che permettano la sperimentazione in ambiente urbano in piena sicurezza”.

Si tratta di un progetto ambizioso nato e supportato dalla sinergia fra solide realtà: il Politecnico di Torino, Italdesign e il colosso dell’aviazione Airbus. Anche la fondazione Links sarà presente per la parte relativa all’interazione con imprese innovative e startup. I droni sono mezzi “che al momento sono comandati da remoto e con un pilota che li controlla a vista” – continua Pisano – “ma che in futuro potranno muoversi in modo autonomo trasportando sia merci, sia persone”.

Per quanto riguarda le persone però, prenderanno parte alla sperimentazione solo in una seconda fase. I droni-taxi saranno 17 e per far sì che i test siano efficienti bisognerà ancora affinare la serie di regole che permettano un alto standard di sicurezza.

 

Droni-taxi a Dubai

 

Il primo volo dei “droni taxi” c’è già stato effettuato a Dubai nell’estate 2020, pilotato a distanza ha trasportato due persone: “Si è trattato di un breve tratto di alcune centinaia di metri – racconta l’assessora – ma proprio qui a Torino c’è già stato il record di trasporto di oggetti con un drone che è riuscito a sollevare un carico da 100 chili”. I tempi per vederlo sfrecciare nel cielo di Torino non sono così lontani. Si parla di un paio d’anni per i droni dedicati al trasporto di cose: “Si tratta di una tecnologia che va già molto veloce – continua l’assessora – un po’ come per l’auto autonoma, per la quale pensiamo che nel giro di un paio d’anni ci saranno i primi van, crediamo che inizieremo dallo spostamento delle merci”.

La tecnologia dei droni-taxi

Il drone che ha fatto il suo debutto a Dubai è stato progettato dall’azienda cinese Ehang ed è stato presentato al CES 2016 (Consumer Electronics Show) destando non poca meraviglia da parte degli appassionati. Il quadricottero Ehang 184, chiamato così per le dimensioni simili a quelle di un elicottero, ha un insieme di caratteristiche che unite insieme ne fanno un mezzo di trasporto rivoluzionario:

● è ecologico perché si muove grazie all’energia elettrica
● è veloce, raggiunge i 100 km/h
● non crea problemi al traffico della città

L’unica pecca riguarda la batteria, al momento l’Ehang ha un’autonomia di soli 27 minuti, quindi la distanza che può coprire è ancora troppo limitata. Ma tra i vantaggi c’è ancora quello della guida autonoma. L’Ehang 184 può essere utilizzato da qualsiasi persona e non richiede una grande esperienza con i quadricotteri. L’utente dovrà solamente salire a bordo del velivolo e impostare la destinazione sul tablet presente all’interno dell’Ehang 184. Al resto ci penserà a tutto il drone: dal decollo all’atterraggio, fino alla rotta da seguire per non rischiare di intralciare aerei passeggeri o cargo. La destinazione può essere scelta anche attraverso l’applicazione da installare sul proprio smartphone. Logicamente l’Ehang 184 ha un costo non alla portata di chiunque: per acquistare il taxi-drone è necessario spendere una cifra compresa tra i duecentomila e i trecentomila euro. E per questo motivo si è scelto gli Emirati Arabi Uniti per lanciare i primi esemplari del quadricottero.

 

La mobilità sostenibile

 

Il progetto “Urban Air Mobility” apre una serie di interessanti riflessioni sul concetto di mobilità sostenibile. E qui la connessione è purtroppo automatica e semplicistica: mobilità green = mobilità elettrica. In realtà, la scelta della propulsione è solo una componente, la vera rivoluzione risiede piuttosto in un approccio smart all’intero sistema. Prendiamo ad esempio la tipica situazione di ingorgo urbano, costituito in un caso da auto diesel e nell’altro da auto elettriche. Dal punto di vista del tempo perso, dell’occupazione dello spazio, dello stress assorbito dai guidatori e dai passanti, non c’è alcuna differenza.

E tutti questi fattori sono altrettanto importanti quando si deve attuare una modifica radicale della nostra quotidianità in un’ottica smart. Non basta prendere in considerazione solo le emissioni di CO2, ma è necessario avere una visione d’insieme più ampia. Sostenibilità quindi non è solo emettere meno CO2 (e particolato, e ossidi d’azoto, e rumore, che sembrano passati in secondo piano).

Sostenibilità è ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla quotidianità dei cittadini, di un’attività umana come la mobilità che è fondamentale per la società contemporanea.

È sufficiente dare un’occhiata agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile al 2030 delle Nazioni Unite per averne una conferma più che autorevole. È importante che attorno all’attenzione circa la terza dimensione della mobilità si sviluppi anche un piano di accettazione sociale per attuare questa rivoluzione.

Per arrivare a utilizzare i droni è necessario che i cittadini siano convinti dell’utilità e si sentano sicuri e lontano da rischi.

 


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