Cicloturismo: grande valore nel post pandemia

Nel post pandemia uno dei settori che più ha resistito all’impatto è stato quello del cicloturismo. I dati lo confermano: ad oggi in Europa il cicloturismo vale circa 50 miliardi di euro ed è una parte molto promettente dei piani di ripresa.

Il cicloturismo continua ad attrarre un numero sempre maggiore di appassionati.

È considerato come una delle modalità ideali per viaggiare nell’epoca dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità.

La tendenza è chiara: smart mobility, più attenzione alla salute e all’ambiente e voglia di vivere esperienze all’aria aperta. Sono alcuni punti di quello che sta diventando un vero e proprio lifestyle, un riconquistare i tempi e gli spazi intorno a sé, un recuperare il proprio ritmo e cercare un’armonia in ciò che circonda il viaggio. Anche, se si vuole, un ritrovare il senso del limite. I dati sul cicloturismo puntano verso questa visione sempre meno frettolosa e stressante di vivere.

 

I vantaggi infatti non si contano:

  • ci si può spostare da un luogo all’altro davvero a emissioni zero
  • è un mezzo silenzioso
  • lento a sufficienza da potersi godere il paesaggio
  • permette di scoprire luoghi e tradizioni altrimenti difficili da conoscere
  • rispetta sempre la natura

Proprio per questo le attività e gli eventi che ruotano intorno al cicloturismo sono in aumento. Pensiamo ad esempio all’iniziativa di Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) e Active Italy, una rete di imprese nata con lo scopo di creare sinergie nel settore del turismo sostenibile, che per il weekend del 19/20 giugno hanno organizzato la prima edizione de “Le Giornate Nazionali del Cicloturismo”, con un fittissimo calendario di eventi. Il progetto singolo rientra in una visione più ampia, che punta a normalizzare l’intermodalità tra bici e altri mezzi di trasporto collettivo e a sostenere la diffusione di percorsi specifici per il cicloturismo.

 

Il cicloturismo è sempre più rilevante anche dal punto di vista economico.

 

Nell’estate del 2020, ancora in piena pandemia, nel nostro Paese si sono mossi circa 5 milioni di cicloturisti per un circolo economico da quasi 7 miliardi di euro, che in larga misura sono andati a beneficio delle tradizioni e del patrimonio culturale delle piccole realtà locali. E proprio alle potenzialità di sviluppo di questo settore è dedicata una delle tre aree espositive di Bluexperience, salone della mobilità sostenibile organizzato a Napoli dal 10 al 12 settembre e che ha come main sponsor VIta, azienda milanese che produce bici elettriche. Nel corso dell’evento si terrà anche l’edizione 2021 di Bike Summit, evento che ogni anno analizza il turismo a due ruote, nell’ottica soprattutto rilanciare l’economia sviluppando territori e percorsi bike-friendly.

 

Cicloturismo in Italia: le potenzialità del settore

 

Parlando di turismo post pandemia bisogna assolutamente vedere il cicloturismo come un segnale incoraggiante di ripresa. I motivi? Sono diversi e si collegano a tendenze ben evidenti. Il secondo rapporto Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) – Legambiente presentato in occasione del Bike Summit 2020 ha presentato il quadro sul movimento del cicloturismo con indicazioni preziose guardando al 2021.

L’Italia possiede un patrimonio enorme, solo parzialmente valorizzato: 58 mila chilometri di rete cicloturistica. Investimenti, promozioni, politiche mirate al cicloturismo, infatti, potrebbero aumentare il numero di turisti appassionati di sport, vita all’aria aperta, buona cucina, paesaggi unici, quelli che l’Italia possiede in gran numero. E per tenere la bussola del settore, sono nati a inizio 2021 l’Osservatorio della Bike Economy e l’Osservatorio sul Cicloturismo, due nuovi luoghi privilegiati per conoscere e seguire gli sviluppi di uno dei settori più promettenti del nostro Paese, che vale 500 miliardi nella UE.

Un altro studio, questa volta della provincia di Trento, ha stimato che solo i 400 chilometri costituiti dalle sue ciclovie producono introiti per 100 milioni di euro l’anno. Questo significa che potenzialmente i quasi 6 mila chilometri di nuovi tracciati potrebbero portare quasi 1 miliardo e mezzo di entrate. Valori comunque ancora al di sotto dei vicini europei. In Germania infatti il cicloturismo ha un’incidenza pari a 11,37 miliardi di euro e in Francia di 7,49 miliardi di euro. Il potenziale di questi numeri ha portato il Ministero delle Infrastrutture ad approvare il Piano Nazionale delle Ciclovie.

 

Cicloturismo: Appennino Bike tour

 

Un altro segnale positivo di rilancio del cicloturismo è l’Appennino Bike tour d’Italia, la ciclovia di 2.600 chilometri che dalla Liguria alla Sicilia, attraversa più di 300 comuni tappa, incontrando 26 fra parchi e aree protette. La presentazione, avvenuta a Bologna, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Stefano Bonaccini e Gianluca Galletti, che da ministro dell’ambiente è stato uno dei promotori dell’iniziativa.

Siamo diventati la seconda regione italiana dopo il Trentino Alto Adige per il cicloturismo – dice Bonaccini – il biking è uno degli sport che più hanno a che fare con il turismo e con la montagna. Anche sulla montagna stiamo investendo tantissimo, dalle pmi alle giovani coppie che vogliono acquistare la prima casa in montagna”.

 


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