Ripensare la casa

26 Giugno 2020

enza

Ambiente

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Ripensare la casa

8 milioni di italiani vivono in case con problemi strutturali o di umidità

La pandemia del Covid-19 ha portato al ripensamento di numerosi aspetti della vita quotidiana. Come cambierà la nostra casa?

La casa, concepita come il classico focolare domestico, durate il periodo del Covid-19, ha dovuto subire delle inevitabili trasformazioni. Si è infatti spesso trasformata in vero e proprio luogo di lavoro. I suoi spazi e le sue caratteristiche strutturali, hanno cambiato destinazione d’uso: il salotto si è trasformato in ufficio, il balcone è diventato luogo di socializzazione con i vicini.

Progettazione e costruzione degli spazi domestici dovranno, d’ora in poi, rispondere a esigenze diverse, basate su nuovi stili di vita ma anche sulla tutela della salute e sul comfort abitativo, che spesso non sempre garantiti nelle abitazioni attuali.

Secondo la fotografia del SAIE, in base ai dati Istat, nel 2018 quasi otto milioni di cittadini (13,2% della popolazione) vivevano in una casa con problemi strutturali o di umidità, con Calabria (22,4%), Sardegna (21,9%) e Lazio (20%) in testa. Più sicure, invece, le abitazioni in Valle d’Aosta (6,7%), Molise (8,3%) e Lombardia (9,6%).

Per tali motivi diventa fondamentale anche salvaguardare la salubrità degli ambienti domestici, prestando attenzione alla pulizia dell’aria, alla qualità dell’acqua, alla qualità degli impianti di riscaldamento e condizionamento fino all’isolamento termico ed acustico.

Sarà quindi indispensabile ripensare la casa implementando soluzioni mutate dalle nuove esigenze e anche dal punto di vista del design degli interni, per permettere attraverso l’uso di soluzioni di arredo mobili l’utilizzo di spazi domestici cercando di tutelare la privacy per chi lavora o studia.

Post by Enza Di Marco

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