Il nuovo Bauhaus europeo, fra arte e sostenibilità.

La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dato il via a un progetto già annunciato ad ottobre 2020, il nuovo Bauhaus Europeo. In ricordo della scuola fondata dall’architetto Walter Gropius a Weimar nel 1919, l’iniziativa è volta a promuovere lo sviluppo di nuovi futuri modi di vivere, all’insegna della creatività, della sostenibilità e della cultura.

Un mix di discipline che convogliano insieme per un unico obiettivo: dare una svolta green al nostro continente.

Arte, cultura, scienza e tecnologia saranno a servizio di nuove soluzioni a problemi sociali complessi. L’iniziativa intende plasmare il nostro modo di pensare, i nostri comportamenti e i nostri mercati attorno a nuovi modi di vivere la quotidianità.

In un mondo piegato dalla pandemia il Bauhaus si pone come invito a cambiare prospettiva e a considerare le nostre sfide verdi e digitali come un’opportunità per trasformare in meglio le nostre vite.

Voglio che NextGenerationEU faccia partire un’ondata di ristrutturazioni in tutta Europa e renda l’Unione capofila dell’economia circolare. Ma non è solo un progetto ambientale o economico: dev’essere un nuovo progetto culturale europeo”.

È così che Ursula von der Leyen ha sintetizzato la mission del progetto, cogliendone l’essenza più profonda e gettando le basi per un inizio degno di nota.

 

 

Le origini del Bauhaus

La scuola di Gropius segnò un’epoca in un momento in cui il mondo usciva dalla guerra e aveva bisogno di essere riprogettato. Sotto una ventata di ottimismo la tecnologia e la cultura cercavano di dare una forma all’edificio del futuro. Bauhaus, nel nome, allude ai cantieri medievali, ma porta in sè la voglia di innovazione e di modernità che contribuirono alla nascita del design industriale. Se c’era una cosa che poteva rimettere insieme il tessuto sociale distrutto dalle bombe erano l’arte, l’artigianato, l’architettura teorica e quella pratica, all’insegna del rispetto dei materiali e della loro funzione.

Diceva Walter Gropius che “un’architettura moderna, armonica e vivibile è il segno tangibile di un’autentica democrazia”.

 

 

Oggi

Parte tutto da una semplice domanda: come dovrebbe essere il nuovo edificio ideale?

Ma non ci si deve fermare qui.

Come dovrebbero essere i luoghi belli, sostenibili e inclusivi? Quali sono i sentimenti e le sensazioni che dovremmo provare, ma anche i requisiti pratici e i materiali da utilizzare? E il quartiere invece, come dovrebbe essere? Quali sensazioni dovrebbe suscitare? Come dovrebbe funzionare? Come dovremmo condividere lo spazio? E quali sarebbero le nostre nuove abitudini?

Sono domande che aprono moltissime finestre sul mondo, dando il via a un cambiamento sistemico che coinvolgerà la società intera.

 

 

Obiettivi del nuovo Bauhaus

Il nuovo Bauhaus europeo punta a:

  • riunire cittadini, esperti, imprese e istituzioni e agevolare il dialogo su come rendere gli spazi di vita di domani più economici e accessibili
  • mobilitare progettisti, architetti, ingegneri, scienziati, studenti e menti creative di tutte le discipline per ripensare un modo di vivere sostenibile in Europa e nel mondo
  • migliorare la qualità della nostra esperienza di vita. Esalterà il valore della semplicità, della funzionalità e della circolarità dei materiali senza mettere in discussione la necessità di una vita quotidiana confortevole e piacevole
  • fornire sostegno finanziario a idee e prodotti innovativi mediante appositi inviti a presentare proposte e programmi coordinati inclusi nel quadro finanziario pluriennale.

 

 

Le fasi

Il nuovo Bauhaus europeo si articola in tre fasi:

progettazione collettiva, realizzazione e divulgazione.

 

1. Progettazione collettiva

È la fase di analisi e di raccolta delle idee. Un momento delicato in cui tutti i più grandi pensatori e operatori ascolteranno gli esempi contemporanei più vicini all’obiettivo del progetto per stimolare discussioni ampie e strutturare le nuove idee emergenti.

Il risultato di questa analisi sarà un quadro di sostegno basato su programmi europei e un invito a presentare proposte per progetti pilota da realizzare in diversi Stati membri dell’UE per dare attuazione concreta alla nuova idea di Bauhaus.

Nell’estate 2021 saranno assegnati premi speciali a esempi contemporanei di eccellenza che già combinano sostenibilità, qualità dell’esperienza e inclusione e che saranno stati selezionati tra gli esempi raccolti ed esaminati/integrati dalla comunità allargata.

 

2. Realizzazione

È il momento dei progetti pilota, seguiti da vicino e condivisi fin dai primi esperimenti, per poter divulgare risultati ed eventuali modifiche da attuare. La cosa più importante sarà fare rete, avviando anche dialoghi con i cittadini, le imprese e il mondo accademico.

 

3. Divulgazione

Nella terza fase l’accento sarà posto sull’ampliamento delle idee e delle azioni emerse e sul raggiungimento di un pubblico più vasto in Europa e nel mondo.

Sarà molto importante individuare i metodi, le soluzioni e i prototipi migliori e mettendoli a disposizione delle città, delle località, degli architetti e dei progettisti. Sarà essenziale mantenere aperto il dialogo e collegare i partecipanti alle reti esistenti.

Infine, il nuovo Bauhaus europeo sosterrà l’emergere di mercati guida per stili di vita piacevoli, sostenibili e inclusivi.

 

 

Le dichiarazioni sul nuovo Bauhaus

Il periodo che stiamo vivendo di certo ci costringe a qualche riflessione più approfondita su clima, società, economia. Una delle risposte più fertili risiede appunto nel Bauhaus europeo, che vede nell’unione di sostenibilità, estetica e funzionalità, un nuovo modello di vita applicabile su larga scala. Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato:

Con il Nuovo Bauhaus europeo vogliamo sviluppare un quadro innovativo per sostenere, agevolare e accelerare la trasformazione verde combinando sostenibilità ed estetica. Se formiamo noi stessi un ponte tra il mondo dell’arte e della cultura e il mondo della scienza e della tecnologia, riusciremo a coinvolgere la società intera: i nostri artisti, studenti, architetti, ingegneri, il mondo accademico, gli innovatori; daremo il via a un cambiamento sistemico”.

Tutto questo contribuirà a una maggiore coesione sociale e a soluzioni a problemi abitative che siano originali e nuovi.

 


 

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